I 5 peggiori Serial Killer italiani


Data  13 Agosto 2016

Tempo di lettura  5:40 min

Certe volte non pensiamo che possano esistere persone così crudeli, da commettere le pazzie che andremo ad'analizzare. Non percepiamo neanche lontanamente dove la mente malata di queste persone può arrivare.
In questo articolo parleremo dei 5 serial killer italiani, a parare mio, più efferati che hanno macchiato di nero l'Italia.

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1# Roberto Succo
Il mostro di Mestre

Roberto Succo è uno dei peggiori serial killer italiani per la sua pazzia, non per il numero di vittime. All'età di 19 anni accoltellò la madre per 32 volte. Successivamente aspettò il rientro del padre, per poi ucciderlo con un'accetta ed infine occultare i cadaveri in una vasca da bagno.

Dopo questa follia fugge dalla sua città natale (Mestre). Ma gli agenti ci mettono poco a risalire a lui, arrestandolo al confine con la Jugoslavia. Purtroppo data la sua insanità mentale venne trasferito in un' ospedale psichiatrico, dal quale scappò facendo perdere le proprie tracce. Così si diresse in Francia, sotto nome e documenti falsi.

Qui commette altri 5 omicidi, di cui 2 ragazze di 17 anni, prima stuprate e poi uccise. Sapeva che la polizia francese era sulle sue tracce, così decise di tornare in italia, dove venne arrestato e rinchiuso nel carcere San Pio X a Venezia. Fù proprio dentro al penitenziario che si suicidò con un sacchetto di plastica, il 22 maggio 1988.

2# Maurizio Minghella
Il mostro di Torino

Maurizio Minghella è un noto serial killer italiano, conosciuto come il mostro di Torino, uccise più di 10 prostitute. Nasce a Genova nel 1958, non riesce a superare la seconda elementare e dopo un'infanzia travagliata nel 1978 uccide le sue prime 5 vittime, tutte prostitute, strangolate, seviziate e gettate nei campi genovesi. Venne quasi subito arrestato grazie a un suo tentativo di depistaggio sul primo cadavere.

Lo rinchiusero in un carcere di Genova, dove sconterà la pena fino al 1995. Appena uscito dal carcere si trasferisce a Torino e rincomincia la sua furia omicida. Nel 1997 uccide Loredana Maccario, poco dopo un'altra prostituta marocchina. Nel 1998 uccide Floreta Islami, nel 1999 Cosima Guido nel suo appartamento, dove riceveva i clienti. Tutte quante strangolate con lacci, sciarpe e foulard.

Ed infine Tina Motoc trovata con la testa fracassata, percossa brutalmente al volto e al capo. In seguito, grazie alle numerose prove trovate sulle scene dei crimini, gli inquirenti riuscirono a incastrare e ad'arrestare Maurizio Minghella nel marzo del 2001. Viene accusato solo di 4 degli omicidi commessi ricevendo l'ergastolo. Attualmente si trovo in isolamento nel carcere di Pavia.

3# Gianfranco Stevanin
Il landru della bassa

Gianfranco Stevanin, conosciuto come il 'Landrù della bassa', è forse il più perverso serial killer italiano. Nasce nel 1960 a Verona da una famiglia di agricoltori. Durante la sua adolescenza venne molestato da una donna che aveva quasi il doppio della sua età. Dopo questo avvenimento i genitori decisero di mandarlo in un collegio, dato che non riuscivano a badare a lui. All'età di 16 anni tornò a casa ed ebbe un bruttissimo incidente con la moto, che lo mandò in coma per due settimane, procurandogli anche una cicatrice molto visibile sulla testa.

Dopo questo trauma il suo atteggiamento cambia, perde tutti i suoi amici, si isola dal mondo circostante e incomincia a frequentare prostitute. Inizia così a nascere in lui la voglia del sesso estremo e di voler realizzare tutte le sue fantasie perverse. Cosa che poteva fare nella casa in campagna dei suoi genitori. Addescava le prostitute e le portava lì, per poi svolgere attività sessuali estreme con corde, bavagli e molto altro. Alla fine di ogni rapporto uccideva le proprie vittime facendole a pezzi e mettendole all'interno di sacchi della spazzatura. Questi ultimi verranno trovati in seguito, seppelliti nella grande proprietà agricola dei genitori.

Dopo l'arresto di Stevanin vennero trovate oltre 7000 foto che ritraevano le vittime, oggetti sadomaso, ciocche di capelli e documenti di tutte le prostitute uccise. Le sue vittime furono in totale 6. Quando venne arrestato, naque forse il più grande dibattito sulla facoltà di intendere e di volere. Attualmente sembra in procinto di lasciare il carcere in cui si trova, dopo aver scontato l'ergastolo.

4# Leonarda Cianciulli
La saponificatrice di Correggio

Leonarda Cianciulli è una delle uniche serial killer italiane, conosciuta da tutti come la saponificatrice di Correggio è tristemente ricordata per il suo modus operandi di uccidere le proprie vittime. Nasce nel lontano 1894 a Montella, commise solo 3 omicidi così tanto atroci da sconvolgere l'opinione pubblica. Invitava le proprie vittime nella sua dimora, tutte donne, con la scusa di offrirle un lavoro per poi ucciderle con coltelli o mannaie.

I corpi in seguito venivano smembrati e successivamente bolliti all'interno di pentoloni con acido caustico al fine di ricavarne sapone. Sembra una storia inventata per spaventare i bambini, ma purtroppo è tutto vero. A dimostrarlo fù proprio lei, spiegando nei dettagli tutti i passaggi da fare per ricavare sapone dal grasso umano. Inoltre spiegò anche come preparare altri dolci, come torte o biscotti utilizzando sempre esseri umani.

Il tutto è all'interno del suo memoriale, 'Confessioni di un'anima amareggiata', di oltre 700 pagine, scritto da lei nel periodo di detenzione. Leonarda Cianciulli venne condannata all'ergastolo e a 3 anni di manicomio nel 1941. Morì all'interno di quest'ultimo nel 1970.

5# Cesare Serviatti
Il landrù del Tevere

Cesare Serviatti conosciuto come il 'landrù del Tevere' fù uno spietato serial killer italiano. Nasce a Subiaco nel 1880 e svolse vari mestieri tra cui il macellaio e l'infermiere. Addescava le sue vittime tramite annunci sul giornale. Gli omicidi accertati furono 3; non molti ma tutti quanti terribilimente efferati.

Uccise la sua prima vittima, Pasqua Bartolini, nel 1928 a La Spezia. La donna venne uccisa nel sonno nel suo appartamento. Il cadavere venne fatto in piccoli pezzi e gettato nel pozzo dell'appartamento. Nel 1932 alla stazione di Napoli, vennero ritrovate due valigie abbandonate in un treno proveniente da Torino. Una volta aperte venne ritrovato parte del corpo di una donna, avvolto nella carta di giornale. Il giorno dopo venne ritrovata nella Stazione di Roma Termini un'altra parte del corpo della vittima.

Cesare Serviatti, unico indagato, fù arrestato intorno al 1930. Confessò i 3 omicidi e ricevette l'ergastolo. Successivamente verrà condannato a morte tramite fucilazione nel 1933.

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